Descrizione
Dopo il minuto di silenzio in memoria di Beppe Angiolini e il ricordo del noto imprenditore recentemente scomparso nelle parole di Francesca Lucherini, Marco Donati, Lucia De Robertis e l’ufficialità del passaggio al gruppo misto di Renato Viscovo, annunciata dal presidente Francesco Lucacci, la prima interrogazione è stata presentata dal consigliere comunale Marco Donati sulla sostenibilità finanziaria della Fondazione Arezzo InTour: “erosione del patrimonio netto, liquidità in riduzione, aumento delle spese per il personale dipendente: quest’anno il bilancio previsionale non ha molte entrate in più rispetto al passato, semmai uscite ulteriori. Nel bilancio ci sono inoltre due dati differenti sulle presenze in città ma ciò che risalta di più è che le entrate restano in larga parte pubbliche e solo il 5% provengono da soggetti privati. Una situazione troppo sbilanciata”.
Il sindaco Marcello Comanducci ha premesso che “i dati vanno presentati in maniera corretta, anche perché la fondazione non è un’astrazione ma un ente composto da ottimi professionisti che ogni giorno vi prestano la loro opera: un Cda, un direttore, un revisore dei conti, 20 dipendenti, uno stimato commercialista. Ci sono alcuni aspetti tecnici che vanno innanzitutto rilevati: la riduzione del fondo rischi non è esattamente una riduzione ma significa avere riportato questo fondo, incrementato in epoca Covid per ovvie ragioni, alla sua naturale entità. Investiamo molto sul natale, come noto, e questo si tiene alla fine dell’anno, per cui molte voci in entrata vengono contabilizzate l’anno successivo. Venendo poi alle domande, ovvero se la fondazione sia o meno in sofferenza, la risposta è: no. Dobbiamo lavorare sul recupero della tassa di soggiorno, possiamo rivedere la sua configurazione giuridica per renderla più efficiente ma dal 2022 al 2025 siamo passati da un milione e mezzo a due milioni e settecentomila euro di capacità produttiva, più 82%, e al record di fatturato registrato lo scorso anno. La perdita di 24.000 euro è veramente poca cosa, meno dell’1%. La seconda questione dirimente è: la fondazione vive di soldi pubblici? Anche questo non è vero, perché non possiamo limitarci ai dati relativi alle sponsorizzazioni e alle quote conferite dai soci privati. A tutto ciò, infatti, vanno aggiunti i biglietti d’ingresso ai musei, arrivati a 142.000, gli acquisti dei clienti ai bookshop, la vendita degli spazi della Città del Natale, le 50.000 persone che si sono rivolte ai punti informazione. Sono a pieno titolo entrate private. Tanto che queste ultime sono passate da 200.000 euro a un milione e quattrocentomila nel corso degli anni di vita della fondazione, più 400%, mentre i contributi pubblici sono scesi all’11% del totale. Credo che questa sia la panoramica esatta da fare e con questi numeri possiamo parlare di uno strumento migliorabile, come sopra ricordato, ma che gode di ottima salute. Anzi, il problema è l’opposto: la fondazione genera entrate proprie per il 47% e per legge non può superare il 50%. Per questo abbiamo in programma di costituire una DMC per poter avere più entrate private ed essere sempre meno dipendenti dai soldi pubblici”.
Lucia De Robertis ha chiesto informazioni sulla gestione della prossima Città del Natale e sulle misure per prevenire criticità che coinvolgono il quotidiano vissuto dai residenti del centro storico e quelle legate alla circolazione stradale: “quali scelte sono previste per viabilità e sosta, a seguito del traffico generato dall’evento, quali provvedimenti riguarderanno i residenti coinvolti, se non sia il caso di indirizzare i visitatori verso i parcheggi esterni al centro storico, come verranno informati i cittadini sulle modifiche a viabilità e sosta. E ancora: maggiore disponibilità di bagni pubblici, di aree camper, di parcheggi scambiatori per i bus, di colonnine per auto elettriche. Infine, sarebbe opportuno prevedere un’area riscaldata per famiglie con neonati, locali coperti che funzionino come riparo, passaggi aggiuntivi per liberare i bidoni dalla spazzatura che si accumula”.
“La Città del Natale – ha dichiarato il sindaco Marcello Comanducci – non dura qualche giorno ma due mesi. Non possiamo non partire da questo dato per ricordare come ci sia da lavorare per dotarsi di ogni soluzione utile a ridurre i disagi. Le auto sono certamente il problema principale: chiuderemo la ztl A di domenica per i non residenti, manterremo, sempre di domenica, le tariffe a pagamento degli stalli blu per disincentivare la ricerca di parcheggio nelle aree più centrali, ci saranno due servizi navetta, il primo gestito da Atam dal 4 all’8 dicembre dal centro affari al Baldaccio, il secondo nel fine settimana successivo gestito dal Centro Fiere, coinvolto peraltro da AgriTour, sempre verso il centro città. Per i residenti del centro storico sono previsti parcheggi al Pietri, altri stalli blu dopo le 20:30 e stiamo lavorando per ulteriori soluzioni. Il parcheggio di via del Rossellino è invece per gli autobus, il parcheggio Tarlati per i camper, saranno 26 le nuove postazioni per le auto elettriche. Veniamo ai servizi igienici: aumenteranno molto, supereremo i 60 bagni pubblici di cui 20 al Prato, Atam ne sistemerà ai parcheggi d’ingresso e credo che sia un numero davvero importante. Sei Toscana, su nostra richiesta, ha garantito passaggi aggiuntivi per liberare i bidoni in centro mentre una cooperativa lavorerà per la pulizia delle aree di competenza di Arezzo InTour come il Prato. M’impegno infine a cercare un fondo per il servizio nursery, mi pare una bella proposta”.
Alessandro Caneschi ha chiesto chiarimenti sull’immobile di proprietà comunale, nei pressi delle scale mobili “attualmente in stato di abbandono e chiuso dal 2019. Non è proprio un bel biglietto da visita per la città, specie in vista dei flussi turistici previsti per la Città del Natale”.
L’assessore Angiolino Piomboni ha replicato che “gli obiettivi sono recuperare la disponibilità dell’immobile, fissare le condizioni per procedere a una nuova assegnazione, verificare le condizioni di riconsegna dello stesso salvaguardando le ragioni economiche del Comune”.
Interrogazione di Valentina Vaccari su piazza Saione: “spazi e passaggi pedonali ristretti, parcheggi ridotti, dossi, attraversamenti fantasma: si sono succeduti tre progetti e a questo punto la domanda da porre è se l’ultimo rappresenti un miglioramento rispetto a quella che era prima la piazza. I benefici non si notano”.
Il vicesindaco Gianfracesco Gamurrini: “ci siamo trovati a gestire un progetto ibrido frutto di una mediazione. Questa amministrazione ha cercato di dare un’accelerata, la settimana prossima sarà avviata l’ultima parte di cantiere a ridosso dell’edicola, a novembre i lavori saranno conclusi. Riqualificheremo l’area verde per permettere una fruizione migliore dei luoghi”.
Federico Scapecchi ha posto cinque temi a partire dai voucher sport “che hanno escluso 440 minori per una scelta sulla soglia ISEE. Di seguito, il centro sportivo di Pratacci: è stato assegnato il 17 settembre al vincitore del relativo bando ma è ancora chiuso. Il terzo punto riguarda la nuova tensostruttura dedicata alla ginnastica, il quarto la promozione delle misure per il coinvolgimento degli over 65 nella pratica sportiva, l’ultimo è relativo al legame tra sport e iniziative in vista della giornata sulla violenza contro le donne, aspetto che pare a oggi mancare”. L’assessore Antonella Di Tommaso ha annunciato risposta scritta.
Marco Donati ha ricordato i danneggiamenti avvenuti ai contatori di abitazioni private in zona campo di Marte e il fatto di cronaca avvenuto alla stazione ferroviaria. “Funziona il sistema di videosorveglianza nell’area della zona ferroviaria?”
“L’area mi preoccupa – ha dichiarato il sindaco Marcello Comanducci – ne parliamo spesso nel comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica e ringrazio le forze dell’ordine per l’incremento dei controlli effettuati. A dimostrazione di un’attenzione che non viene meno. Le telecamere funzionano ma lavoreremo per implementare l’illuminazione pubblica a Campo di Marte e abbiamo dato mandato agli uffici di abbattere le difformità edilizie del famoso casottino per procedere poi a una sua riapertura. Saranno un doppio utile presidio”.
Ancora Marco Donati ha chiesto chiarimenti sul futuro della Multiutility. “Cosa intende fare l’amministrazione comunale su un tema così delicato?”
“A partire dal 2021 – ha ricordato l’assessore Alberto Merelli – un centinaio di Comuni dell’area metropolitana fiorentina ha conferito a un’unica società le quote delle rispettive partecipate. In virtù della presenza di Prato con Consiag, la cosiddetta Multiutility è arrivata a detenere il 39% di Estra. La restante parte è di Coingas, della società senese Intesa e dell’altra società marchigiana Viva Energia. Se Multiutility acquisisse le quote di quest’ultima non raggiungerebbe la maggioranza in Estra, fattispecie che accadrebbe solo se l’acquisizione riguardasse le quote di Intesa o di Coingas. Che sia dentro o che sia fuori, è arrivato il momento per il Consiglio Comunale di prendere una decisione, a partire dal conferimento di un mandato esplorativo al presidente di Coingas per capire innanzitutto le intenzioni dei vari player e attori istituzionali coinvolti. Di sicuro non è una scelta da fare in solitudine”.
Francesco Romizi: “3.000 olivi sono di proprietà comunale. Con l’amministrazione di centrosinistra, la gestione di questo patrimonio ambientale venne concessa in comodato d’uso gratuito sulla base di un bando specifico a pensionati disponibili che garantivano il mantenimento di alberi e terreni, adesso in stato di abbandono. Con le giunte Ghinelli, la cura di queste proprietà comunali è stata trascurata. Cosa intende fare l’attuale?”
“In realtà – ha ricordato il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini – ci abbiamo provato nel 2017 quando è scaduto il bando citato. Non è facile trovare una soluzione, perché gli olivi vanno curati costantemente. Ho provato a sentire aziende che operano nel settore, possiamo provare con un nuovo bando con l’auspicio che qualcuno si faccia avanti per la gestione”.