Consiglio Comunale 24 settembre 2026 / linee di mandato

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Il sindaco Marcello Comanducci delinea strategie e obiettivi

Data:

24 settembre 2026

Tempo di lettura:

4 min

Descrizione

“Arezzo ha un grande potenziale di crescita. Per esprimerlo pienamente, cambieremo approccio e metodo. Oltre duemilacinquecento anni di storia vissuta, un tessuto produttivo solido, creatività diffusa, persone competenti. Quello che dobbiamo migliorare è il coordinamento strategico e la capacità di trasformare le idee in risultati reali e verificabili”.
È la premessa delle linee programmatiche di mandato che il sindaco Marcello Comanducci ha presentato all’aula di Consiglio Comunale. Dopo di che c’è una forte sottolineatura di metodo, tradotto in cinque passaggi, applicabili a ogni linea: ascoltare, ovvero raccogliere in modo ordinato le esigenze di cittadini, imprese e uffici. Programmare: trasformarle non in annunci ma in obiettivi integrabili con le previsioni di bilancio. Attuare: assegnare responsabilità e tempi a chi deve realizzarli. Misurare: verificare i risultati con indicatori definiti insieme agli uffici. Rendere conto: riferire pubblicamente cosa è stato fatto, cosa no e perché. 
Il filo trasversale è in una parola: innovazione. Che diventa un valore quando restituisce tempo a cittadini e uffici. Dunque: semplificare i processi, organizzare meglio gli uffici, informare i cittadini, decidere con i dati. Ma nessuna trasformazione digitale è davvero inclusiva se lascia indietro chi non è digitale: a ogni servizio online deve corrispondere una modalità di accesso assistita e in presenza. 
La struttura del documento e i focus dell’azione amministrativa si articolano in sei aree e all’interno di ciascuna di esse vengono definiti gli obiettivi strategici: Arezzo sicura (Sicurezza urbana, legalità e presidio dei rischi), Arezzo che funziona (Città sostenibile: urbanistica, ambiente, energia e mobilità, manutenzione del patrimonio e decoro urbano), Arezzo che cresce (Turismo e attrattività territoriale, imprese, commercio, distretto orafo e relazioni internazionali), Arezzo coesa (Salute, welfare, famiglie e longevità attiva, governance, diritti, educazione e accessibilità), Arezzo giovane e culturale (Giovani, educazione e formazione, cultura, identità, tradizioni e sport), Arezzo innovativa (Semplificazione, trasparenza, trasformazione digitale).
Comanducci ha poi citato la connettività delle telecamere e gli alert in tempo reale, la sicurezza partecipata in cui i cittadini saranno parte di un sistema di presidio territoriale, la tutela del verde come parte integrante della sicurezza urbana, riapertura di una riflessione sul piano operativo e sul ciclo dei rifiuti, riduzione dei consumi energetici da parte del Comune e creazione di ambienti auto-sostenibili, conoscenza e aggiornamento continuo del censimento del patrimonio comunale per meglio programmare la manutenzione, rendere quest’ultima trasparente, realizzarla con nuove tecnologie e con risorse certe all’inizio di ogni anno, turismo, servizi di accoglienza e bagni pubblici, attenzione al comparto orafo, al terzo settore, alle nuove povertà, alla longevità delle persone come patrimonio umano da valorizzare e coinvolgere nella rivoluzione digitale, alle scuole come luoghi di educazione e prevenzione della violenza di genere, la centralità della formazione, la riqualificazione di spazi da destinare ai giovani per renderli sempre più protagonisti, sinergia con quanto il territorio esprime in ambito culturale, restituire maggiore continuità alla vita dei luoghi della cultura, nuove strutture sportive, il recupero dei tributi locali non corrisposti, la formazione del personale, un ufficio “orizzontale” che si occupi d’innovazione, dai servizi online ai processi interni, dall’automazione alla trasparenza e alla semplificazione.
Alessandro Meucci ha rilevato come dalla relazione del sindaco manchi la parola “fraziono. Noi proporremo la costituzione di organismi di rappresentanza che coinvolgano questi territori dove vive il 40 per cento della popolazione”.
Anche Fabio Buricchi ha sottolineato alcuni “passaggi molto sfumati nella relazione del sindaco: sanità, manutenzione, commercio di vicinato e piccole realtà associative che non vanno abbandonate”.
Per Valentina Vaccari “la fascia dei ‘piccolissimi’ presenta molti nodi da risolvere. Se l’approccio è partire dai dati, proprio in tale ambito dobbiamo cominciare delle cifre: da quanti sono i nuovi nati a quante famiglie si rivolgono ai servizi del Comune di Arezzo”.
Giudizio positivo da parte di Francesco Campa: “a queste linee programmatiche si unirà l’impegno di noi consiglieri”.
“Un consiglio che mi sento di dare – ha dichiarato Federico Scapecchi – è una maggiore comunicazione sui lavori programmati, che siano sulle strade o sugli alberi. La presidenza di Ato Toscana sud è l’unico luogo dove i Comuni possono farsi sentire sul ciclo dei rifiuti: mi auguro che il sindaco mantenga questo ruolo. Così come auspico che la Fondazione Guido d’Arezzo dia spazio alla cultura locale e che ci sia attenzione verso i gestori degli impianti sportivi dati in concessione”.
Marco Donati: “mi sarebbe piaciuto sentire qualcosa di più incisivo su temi strategici come i rifiuti, sui servizi pubblici locali, sull’attrazione che Arezzo dovrebbe dimostrare nei confronti dei giovani, sulle priorità da darsi in una situazione di scarsità di risorse”.
Per Vincenzo Ceccarelli “le operazioni trasparenza e nuova tecnologie si sono rivelate titoli senza puntualizzazioni. Noi stamani ci aspettavamo queste. Così come non è chiaro l’impegno che verrà profuso verso gli organi di decentramento o la razionalizzazione della spesa. Questa delibera non sarà il momento del dettaglio ma di dettagli non abbiamo visto l’ombra”.
In occasione del voto la maggioranza si è espressa favore del documento e le opposizioni contro.
 

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Ultimo aggiornamento

24/09/2026, 12:22

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