Gli studenti del Quarto Anno Rondine ricevuti a palazzo comunale

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Trenta giovani per un'esperienza di formazione e dialogo

Data:

11 settembre 2026

Tempo di lettura:

3 min

Studenti del Quarto Anno Rondine con l'assessore Alberto Merelli

Descrizione

Con l’anno scolastico 2026-2027 prenderà il via la nuova edizione del Quarto Anno Rondine, il percorso riconosciuto dal ministero dell’Istruzione e del Merito che accoglie alla “Cittadella della pace” studenti provenienti da tutta Italia all’insegna della formazione, della cittadinanza attiva, del dialogo e della trasformazione creativa dei conflitti. 
Con il tempo, l’accoglienza della classe da parte dell’amministrazione comunale, a pochi giorni dalla prima campanella, è diventata una consuetudine. Ed è stato l’assessore Alberto Merelli a dare il benvenuto nella sala di Consiglio Comunale a 30 studenti e studentesse, di cui 3 tre provenienti dalla provincia, accompagnati da Giovanni Rossi, referente Sezioni Rondine, e Francesca Monticini, docente di storia. Sono ragazzi e ragazze di 11 regioni italiane. La geografia della classe attraversa, dunque, gran parte della penisola: Toscana e Lombardia sono le regioni maggiormente rappresentate, con 6 studenti ciascuna, seguono Friuli-Venezia Giulia con 4, Piemonte con 3, Lazio, Sicilia, Sardegna ed Emilia-Romagna con 2, Trentino-Alto Adige, Umbria e Liguria con una presenza ciascuna. Per quanto riguarda le città: Cuneo, Udine, Milano, Bergamo, Trieste, Pordenone, Latina, Trento, Palermo, Orvieto, Sassari, Piacenza, Lecco, Pavia, Como e Savona.
“Siccome sono un habitué di questo evento - ha sottolineato l’assessore Alberto Merelli - posso dire a ragion veduta che con gli anni cambiano i ragazzi ma non l’espressione dei loro volti nei miei confronti, con una domanda sottintesa: cosa ci dirà adesso? Intanto che state compiendo, nel lasciare la vostra città a beneficio di un’altra, un atto di coraggio e curiosità che vi fa onore. Spero che possiate vivere molte esperienze gradevoli ad Arezzo: le dinamiche e le abitudini, anche per i giovani e gli adolescenti, sono tipiche delle città di provincia, con luoghi di ritrovo definiti e ricompresi nell’arco di uno spazio centrale ridotto. Per quanto riguarda il luogo dove ci troviamo, la sala di Consiglio Comunale, ricordo che l’ente locale è una sorta di copia in miniatura della struttura statale: abbiamo un piccolo parlamento, un esecutivo che è la giunta e un premier che è il sindaco. Cosa si discute in quest’aula? Gli argomenti che stabilisce la legge, in generale gli atti di programmazione e la pratica propedeutica a tutto è quella che mi compete, ovvero il bilancio di previsione: dove e come verranno spese le risorse del Comune di Arezzo a vantaggio della comunità, circa 100 milioni annui, non proprio una cifra banale. E siccome ho fatto l’assessore con questa delega per 17 anni, posso dire che di questi ragazzi sono praticamente… coetaneo”.
Arezzo, per un anno, ancora una volta, diventa punto d’incontro tra territori, esperienze e culture diverse e offre, peraltro, una presenza significativa. A rappresentare la città è Agata Cumbo, studentessa del liceo linguistico, a lei si aggiungono Lorenzo Sacconi, che frequenta scienze applicate, e Chiara Valoriani, studentessa del liceo scientifico, entrambi valdarnesi. 
Nel corso dell’incontro a palazzo comunale è stata sottolineata l’importanza di far percepire Arezzo ai ragazzi del QAR non soltanto come la città più vicina alla “Cittadella della pace”, ma come un territorio da conoscere, frequentare e vivere durante il percorso. Per i 30 studenti, infatti, l’esperienza non si esaurisce nella dimensione scolastica ma passa attraverso le istituzioni, la vita della città e della comunità locale nelle sue espressioni culturali e sociali.
“Il rapporto tra il Quarto Anno Rondine, Rondine Cittadella della Pace, l’amministrazione comunale e la città di Arezzo - ha dichiarato Giovanni Rossi, referente Sezioni Rondine - è un elemento fondamentale di questo percorso. Ogni anno ragazze e ragazzi arrivano per vivere un’esperienza che li porta a confrontarsi con le differenze, con il conflitto e con la responsabilità delle relazioni. È importante che possano sentire Arezzo non semplicemente come il territorio che ospita Rondine, ma come una città capace di accoglierli, dialogare con loro e diventare parte della loro formazione. Allo stesso tempo, crediamo che anche la città possa ricevere molto dalla presenza di questi giovani, dalle loro storie e dalla pluralità di esperienze che rappresentano. Il rapporto con il Comune è quindi essenziale per costruire una relazione sempre più forte tra il QAR, Rondine e la comunità aretina”.
 

A cura di

Ufficio stampa

Si occupa delle attività di informazione istituzionale

Ultimo aggiornamento

11/09/2026, 11:53

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