Descrizione
Nell’ambito della periodica revisione delle partecipazioni del Comune di Arezzo, l’assessore Alberto Merelli ha proposto la dismissione integrale della quota detenuta indirettamente tramite Aisa Impianti in C.r.c.m. Come noto il Comune è socio di Aisa Impianti con una quota di partecipazione pari all’84,91% del capitale, a sua volta, Aisa impianti detiene una partecipazione pari al 7,15% del capitale in C.r.c.m., società che ha per oggetto attività legate a raccolta, trasporto, trattamento, valorizzazione, recupero e smaltimento di rifiuti e selezione e valorizzazione della carta e del cartone provenienti dalla raccolta differenziata. “Una scelta che segue quella compiuta da Aisa Impianti che ha emanato un avviso pubblico con oggetto l’intera cessione di questa sua partecipazione e che si pone in coerenza con la giurisprudenza più recente della Corte di Conti”. La pratica ha ottenuto 20 voti favorevoli, 4 contrari e un astenuto.
L’assessore Alberto Merelli ha illustrato anche il nuovo regolamento di polizia mortuaria: “il dato da cui partire riguarda il rapporto tra tumulazioni, in decrescita, e cremazioni, in crescita: annualmente, dalle 900 tumulazioni del 2008 siamo arrivati sotto quota 600 mentre le cremazioni raggiungono le 400. Di conseguenza, in termini complessivi, per i cimiteri registriamo un esubero dei posti per le tumulazioni che si aggira intorno a 8.000 tombe. Un dato che parrebbe escludere la necessità di ampliare le aree e gli spazi. Invece c’è un altro aspetto: il Comune è suddiviso in ambiti territoriali e il cittadino ha diritto a essere tumulato in quello in cui era residente da vivo. Ma non essendoci omogeneità, in questo incrocio distributivo fra demografia e territorio, restano cimiteri in cui l’esubero è manifesto, altri, ad esempio quelli di Staggiano, San Leo e Chiani, dove invece i posti addirittura mancano. Rebus sic stantibus, la gestione dei cimiteri per Arezzo Multiservizi diventa difficoltosa e diseconomica e di conseguenza, il primo punto cardine proposto diventa la riduzione degli ambiti territoriali da 19 a 6. Questa diversa suddivisione consente un migliore utilizzo del patrimonio cimiteriale esistente per uniformare le eccedenze dei posti, in linea con quanto dicevo. Viene poi ridotta la durata della concessione da 40 a 30 anni. Tale riduzione è legittima da un punto di vista igienico-sanitario in forza di una circolare del ministero della Sanità che considera ‘ordinarie’ le estumulazioni che si eseguono dopo un periodo minimo di permanenza nel loculo di 20 anni. Inoltre, 40 anni non sono comunque sufficienti per la mineralizzazione della salma, a causa degli attuali confezionamenti del feretro che scontano la presenza di abiti sintetici, le cure farmacologiche subite in vita, l’assemblaggio delle casse mortuarie. Pertanto l’eventuale non mineralizzazione alla scadenza dei 30 anni può essere trattata ugualmente con la cremazione, se i familiari sono consenzienti, o con l’inumazione per un ulteriore periodo. La riduzione della durata delle concessioni genera, d’altro canto, un maggior turnover nella disponibilità dei posti, una migliore gestione degli spazi e una loro efficace manutenzione”. La pratica è stata approvata con 20 voti favorevoli, 7 contrari e un astenuto.
Tra le pratiche urbanistiche illustrate dall’assessore Francesca Lucherini c’è stato il cambio di destinazione per un’area di 7.500 metri quadrati a Rigutino: da artigianale/industriale, commerciale, direzionale e servizi a residenziale. Il progetto prevedeva la realizzazione di immobili nel quadro di una diminuzione della superficie edificabile a 3.000 metri quadrati. “Siamo in una zona che tutto sommato presenta già lotti residenziali e dove le attività produttive non vengono più esercitate da anni dopo la chiusura dell’azienda produttrice di abbigliamento”. Critiche da Piero Perticai, Giovanni Donati e Andrea Gallorini per i quali esistono nella frazione lotti già predisposti per l’edificazione mentre la realizzazione di civili abitazioni nel sito in oggetto non garantirebbe qualità della vita alle future famiglie e anzi ingolferebbe il traffico in un punto già delicato della S.S. 71. Anche Simon Pietro Palazzo ha evidenziato problemi legati alla sicurezza e fruibilità della strada: “parliamo inoltre di una zona, solo a guardare gli annunci, con un numero notevole di appartamenti già in vendita. È opportuno aggiungerne altri”? Anche per Roberto Severi “non si ravvisa la necessità della destinazione residenziale”. La delibera è stata respinta: 2 i favorevoli, 9 i contrari e 14 gli astenuti.
Approvata con 14 voti a favore, un contrario e 4 non votanti l’adozione della variante per la realizzazione in viale Leonardo da Vinci di una nuova attività commerciale con parcheggio e superficie destinata a verde posta tra l’edificio in progetto e la linea ferroviaria lenta Firenze-Roma. Nella scorsa seduta, al momento del voto era venuto a mancare il numero legale. Si tratta di un’area per la maggior parte non edificata, adiacente a un complesso sportivo. Il suddetto parcheggio potrà essere utilizzato dai fruitori di quest’impianto. È poi prevista la sistemazione dell’incrocio fra via Sala Vecchia e viale Leonardo da Vinci, aspetto sul quale nel corso del dibattito erano emerse le maggiori perplessità.